Educazione rispettosa: accogliere le Emozioni

Nel mio primo post di presentazione parlavo di Educazione ad Alto Contatto, con il tempo ho imparato che ci sono vari approcci molto simili a quello che avevo in mente io quando ho usato questo termine... Disciplina Dolce, Respectful parenting, Filosofia Montessori (capostipite e pioniera di tutti gli altri approcci).

Quando i miei bambini erano piccoli è stato più facile per me seguire certi approcci pedagogici. Assecondare i bisogni del bambino...portare in fascia, allattamento a richiesta (anche qui).. sono state certezze mai messe in discussione. Quando i bambini crescono, però, tutto si complica... come continuare con certe convinzioni con una società che vuole dai bambini tutto il contrario? 

Babywearing


Anche il mio inconscio si è messo di traverso, nella mente avevo ben chiaro come comportarmi, ma poi i miei gesti facevano l'esatto opposto, dalla mia bocca uscivano e, continuano a farlo, parole che non avrei mai pensato di usare o di urlare. Perché? Perché noi adulti di oggi siamo stati cresciuti in modo diverso, e non è da accusare nessuno, ma oggi le neuroscienze ci dicono che possiamo cambiare sistema, per crescere adulti più equilibrati e che sono in grado di gestire adeguatamente le proprie emozioni. Dobbiamo fare un grande sforzo e allenamento per cambiare delle forme mentis così radicate. 

E allora? 

Dobbiamo prima EDUCARE noi stessi! Cosa DIFFICILISSIMA, ma non impossibile! 



La cosa che mi sta aiutando di più è lo studio, il confronto e l'allenamento, ma soprattutto il non giudicarmi quando sbaglio.. prima il senso di colpa era forte e opprimente, oggi, va meglio, accetto il mio errore e ne faccio tesoro. Anche l'approfondimento e lo studio di certi temi, anche se sono cose che pensavo di conoscere già, è davvero importante.

Il cervello del bambino è immaturo e noi pretendiamo che compia cose che non è in grado di fare o gestire, è a volte non ci riusciamo nemmeno noi. Quante volte ci capita di arrabbiarci e urlare, dire cose che non pensiamo e poi chiedere al bambino di controllarsi quando la rabbia invade lui? La corteccia prefrontale del bambino non è ancora sviluppata, il suo completamento avverrà tra i 20 e i 25 anni. la corteccia prefrontale regola le emozioni, controlla gli impulsi, fa usare la logica, il ragionamento, segue le istruzioni, fa comprendere il meccanismo di causa ed effetto.

Siamo noi adulti che dobbiamo educarci, dobbiamo imparare a cambiare il modo di parlare ai nostri figli..

Volevo condividere tre punti tratti dal libro "Come parlare perché i bambini ti ascoltino & come ascoltare perché ti parlino" di A. Faber e E. Mazlish, per iniziare un cambio di approccio in noi e la nostra comunicazione con i bambini, ma per questa volta ne condivido uno, così da elaborare con calma e mettere in pratica poco per volta.

1. non giudicare le emozioni che prova, anche quelle che noi definiamo brutte. Per noi è inconcepibile che provino certe emozioni (non voglio bene a mio fratello), ma così facendo non lo aiutiamo. Innanzitutto non esistono emozioni belle o brutte, giuste o sbagliate, ma il modo più accettabile di viverle. Dobbiamo accogliere il bambino in quel momento senza giudicare lui o l'emozione...(l'emozione non è mai sbagliata!), ma il comportamento! 

ok, ma come?

Stando lì..non dobbiamo trovare un modo per farlo smettere, ma solo accoglierlo, se ce lo permette abbracciandolo. In certi momenti le parole non servono, anzi sono troppo per un bambino, in quel momento non gli servono troppe, ma solo la nostra comprensione, ciò gli permetterà di non sentirsi sbagliato..e diciamolo..quante volte ci siamo sentiti così?

I bambini sono il futuro..ed educarli all'empatia e al rispetto ci può fare sperare che tratteranno gli altri e il mondo che li circonda con più attenzione di quanto abbiamo fatto noi!


 

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